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NEWS LOCALI - 12 Novembre 2003 - Porto Sant'Agnello |
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Siamo
venuti a conoscenza che è stato presentato alla Regione Campania dalle
Amministrazioni Comunali lo studio di fattibilità del
porto turistico di Piano di Sorrento e S. Agnello nel quadro del
Progetto Integrato Portualità Turistica, che per la parte relativa al
territorio del Comune di S. Agnello insiste sul tratto di costa ad ovest
del Vallone S. Giuseppe. Tale
tratto di costa, con il sovrastante agrumeto storico denominato “Il
Pizzo”, costituisce un episodio paesistico e territoriale compiuto di
eccezionale valore ancora intatto e pertanto soggetto a tutela assoluta
con vincolo monumentale ai sensi della L. 1089/39 oggi L. 490/99, D. M.
7/9/1974, e con vincolo archeologico D.M. 17/8/1955 e successivo D.M.
30/11/1982, nonché del Piano Urbanistico Territoriale L. R. 35/87 (Zona
territoriale 9, Parco speciale).
Alla fine degli anni ’70 la Regione Campania, in aperto contrasto con tale realtà approvò il progetto di un grande porto turistico lungo tale tratto costiero, quale presunto ampliamento del porto di Piano di Sorrento, comprendente la spiaggia detta di “Caterina” ed un tratto del suddetto costone, radicando il molo di sopraflutto in prossimità della calata a mare greco-romana che ne costituisce l’episodio di maggiore importanza. Malgrado i pareri
contrari delle Soprintendenze e degli organi ministeriali competenti, i
lavori furono iniziati ed un tratto, sia pure limitato, della scogliera di
supporto e difesa del molo di sopraflutto, fu abusivamente realizzato sino
al sequestro delle opere da parte della magistratura, a seguito dei
ricorsi avanzati dalla Associazione Italia Nostra e dai proprietari del
“Pizzo” costituitisi parte civile quali depositari dei vincolo ex legge
1089/39. Purtroppo per motivi apparentemente inspiegabili l’azione giudiziaria è caduta in prescrizione e mai fu dato luogo alla restituzione in pristino dei luoghi. Il tratto di scogliera
abusivamente realizzato vale a delimitare a tutt’oggi uno specchio
d’acqua antistante la spiaggia detta della “Caterina”, unico arenile
del Comune di Sant’Agnello. In tale situazione di fatto si inserisce oggi il progetto elaborato dall’Amministrazione Comunale ed ora all’esame della Regione Campania, che, ancora a dispregio del dovuto ripristino del preesistente stato dei luoghi, prevede invece: 1. Il recupero strutturale del tratto di scogliera fin qui abusivamente realizzato ed il suo prolungamento ed ampliamento per una dimensione quattro volte maggiore al fine di favorire l’utilizzazione come porto turistico con pontili galleggianti dello specchio d’acqua predetto, 2. la sistemazione e bonifica del costone tufaceo compreso tra lo sbocco a mare del vallone S. Giuseppe e la calata greco-romana, 3. la sistemazione dello sbocco a mare dell’alveo del S. Giuseppe incanalandone il flusso sotto il costone tufaceo con sbocco a ovest della scogliera, in prossimità della calata greco-romana. 4.
La realizzazione di un parcheggio a ridosso di via Iommella Grande
per 145 posti macchina. Il progetto appare
inaccettabile, oltre che per i vincoli di tutela suddetti, anche per i
seguenti motivi: A. Una destinazione diversa da quella balneare dell’area in questione è in contrasto con il P.U.T.; la spiaggia della Caterina, circondata da una scogliera che limiterebbe in modo sostanziale la circolazione delle acque come già oggi in parte accade, dai cantieri navali e dagli ormeggi delle imbarcazioni da diporto, attività notoriamente inquinanti, perderebbe in tempi brevi i requisiti di balneabilità. E’ inoltre previsto il progetto di adeguamento del limitrofo porto di Piano, approdo che , una volta adeguato, appare sufficiente alle esigenze del diporto compatibili con il sito. Tale opera comporta un impiego notevole di massi naturali che possono essere recuperati dalla eliminazione della scogliera abusiva, peraltro in parte sommersa, pericolosa per la navigazione e che sta producendo un insabbiamento progressivo al suo interno. B. Le falesie tufacee che caratterizzano il costone del “Pizzo” e le grotte con accesso libero dal mare, peraltro di proprietà privata, non presentano dissesti tali da richiedere interventi di consolidamento oltre quelli di manutenzione straordinaria previsti dalla legge ove e se necessari. L’unico vero pericolo è costituito dal martellamento dei massi alla radice dell’attuale scogliera per effetto delle mareggiate, e dall’accentuarsi dell’effetto erosivo della risacca causata dalla scogliera stessa; C. Il nuovo corso dell’alveo del S. Giuseppe è previsto in una zona ad alto rischio idrogeologico, e sboccherebbe nella zona di massimo vincolo archeologico. D.
Il parcheggio di Via Iommella Grande sorgerebbe in un tratto di strada di
larghezza ridotta e già fortemente congestionato, del tutto inadeguate a
sopportare il carico viabilistico che sarà determinato da un parcheggio
pubblico di così grandi dimensioni. Per i motivi predetti e in conformità alle leggi vigenti in materia di tutela del patrimonio ambientale e storico-archeologico, la Sezione Penisola Sorrentina del WWF e la Sezione Sorrentina di Italia Nostra hanno chiesto che la Regione Campania, in coerenza con le recenti e condivise iniziative a tutela del territorio, respinga il progetto del Comune di S. Agnello che di fatto determina il condono della scogliera abusiva e il suo completamento, decretandone piuttosto la sua mai attuata rimozione.
- LE FOTO -
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